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Il GPL è un carburante a basso impatto ambientale. La sigla GPL (Gas di Petrolio Liquefatti) identifica una miscela commerciale di gas - derivata dai processi di raffinazione del petrolio o naturalmente presente nei giacimenti petroliferi e metaniferi - prevalentemente costituita da propano e butano.

Allo stato naturale questa miscela si presenta allo stato gassoso, ma ha la positiva caratteristica di poter essere portata allo stato liquido, a temperatura ambiente, se sottoposta a pressioni anche modestamente superiori a quella ambientale. Ed è allo stato liquido che può essere facilmente contenuta e trasportata in recipienti a pressione.

Attualmente in Europa il GPL commercializzato è per circa il 55% estratto da giacimenti di gas naturale e per il restante 45% derivato dalla raffinazione del petrolio.

Rispetto ad altri combustibili tradizionali il GPL ha un più basso costo energetico, dovuto ai più semplici processi di estrazione e lavorazione, con i relativi benefici ambientali.

Il GPL trova impiego nella combustione e nella carburazione; il fatto che, al momento dell'utilizzo, sia in fase gassosa, ne consente un'ottima miscelazione con l'aria, con combustione più efficiente, riduzione dei consumi e delle emissioni di composti inquinanti.

Il prodotto impiegato come carburante rispetta i limiti fissati dalla norma europea EN 589.

In proiezione, il GPL potrà essere ricavato anche dal biogas, in quanto la fermentazione delle biomasse (rifiuti organici, rifiuti solidi urbani di matrice organica, legname esausto, carta non riciclabile) produce un gas, essenzialmente composto in miscela da metano, butano e propano.

Fin dalla fondazione, il GPL di Unione Gas Auto S.p.a. è venduto con il marchio contraddistinto dalla G verde.